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About Alessio Colella
Classe 1987, dopo gli studi in Giurisprudenza e una lunga esperienza imprenditoriale nel campo dell’organizzazione di eventi e spettacoli, ha iniziato nel 2018 un percorso di formazione sugli investimenti immobiliari fino a ricoprire il ruolo di Consulente del Debito per operazioni immobiliari stragiudiziali e di Office Manager all’interno di una startup innovativa in ambito Proptech. Abilitato alla professione di agente di affari in mediazione immobiliare presso la Camera di Commercio di Roma e associato FIAIP.

Provvigione agenzia immobiliare: quanto costa e perché è importante

In questo articolo cercheremo di rispondere a tutte le domande (es: quanto prende un’agenzia immobiliare?) che riguardano il compenso (provvigione) che spetta ad un’agenzia immobiliare per il proprio lavoro. Faremo chiarezza su alcuni aspetti che magari possono essere sconosciuti ed evitare così di commettere errori nella scelta dell’agenzia immobiliare cui affidarsi.

Il lavoro dell’agenzia immobiliare

La provvigione è il compenso che viene riconosciuto all’agente immobiliare per il suo lavoro di mediazione nella compravendita e locazione di immobili o cessione e affitto di attività commerciali. Questo lavoro racchiude in se una serie di attività fondamentali per la buona riuscita dell’affare:

  1. stima dell’immobile
  2. controllo regolarità
  3. marketing immobiliare
  4. gestione contrattualistica
  5. gestione visite
  6. gestione professionisti
  7. gestione trattativa

1. Stima dell’immobile

Il primo passaggio fondamentale nel processo di vendita o locazione immobiliare è individuare il valore dell’immobile. Per fare questo c’è bisogno di uno studio approfondito e dell’applicazione dei principi dell’estimo, filtrato poi attraverso la sensibilità dell’agente immobiliare che è a contatto quotidiano con il mercato ed i suoi movimenti.

2. Controllo regolarità

La maggior parte dei proprietari immobiliari non è consapevole del fatto che se il proprio immobile non è regolare da un punto di vista urbanistico troverà grandi difficoltà nel commercializzarlo; e poiché nel nostro paese la maggior parte degli immobili sono irregolari il problema non è trascurabile.

3. Marketing immobiliare

C’è un vecchio adagio che dice “vendere è semplice, è vendere bene che è complicato” e per gli immobili questo è ancora più vero. Per vendere infatti “bene” il proprio immobile ovvero nel più breve tempo possibile e al miglior prezzo è importante gestire bene il marketing immobiliare. Sono tanti i particolari che vanno curati da questo punto di vista, ad esempio gli annunci che devono essere scritti in modo accattivante e le foto che devono essere fatte in modo professionale per proporre al meglio l’immobile.

4. Gestione contrattualistica

L’agenzia immobiliare gestisce anche la produzione burocratica richiesta per il rogito. Il notaio infatti chiederà al proprietario dell’immobile una serie di documenti aggiornati (una quindicina circa) senza i quali non sarà possibile vendere l’immobile. Un bravo professionista si farà trovare preparato avendo già prima provveduto a produrli e a consegnarli al notaio rogitante.

5. Gestione visite

Un altro lavoro svolto dall’agenzia immobiliare è la gestione delle visite all’immobile. Anche qui per ottimizzare i tempi di vendita c’è bisogno di un lavoro di selezione degli acquirenti; attraverso una gestione oculata dei contatti e ponendo le giuste domande si riesce a far visitare l’immobile a persone realmente interessate e nelle possibilità di acquistare l’immobile.

6. Gestione professionisti

L’agenzia immobiliare assolve il ruolo di trait d’union fra i vari professionisti coinvolti nella compravendita immobiliare. Nella maggior parte dei casi infatti bisognerà gestire e coordinare il lavoro di un tecnico (geometra o architetto), di un consulente del credito (ad esempio nel caso di acquisto con mutuo), impresa edile (per eventuali lavori di ristrutturazione o per sanare abusi) e di un notaio per il rogito.

7. Gestione trattativa

Il momento della trattativa è sempre delicato ed un agente immobiliare ha tutte le capacità necessarie per condurla nel migliore dei modi. In questa fase infatti le parti, che solitamente sono dei perfetti sconosciuti fra loro, sono sempre molto tese, diffidenti ed emotivamente fragili. È proprio per questo che risulta di fondamentale importanza una figura terza super partes capace di mediare e far sì che la trattativa vada a buon fine.

Compenso agenzia immobiliare

Innanzitutto è bene specificare che, trattandosi di un lavoro di mediazione, la provvigione dell’agenzia immobiliare dovrebbe essere equamente divisa tra acquirente e venditore in quanto il lavoro dell’agente consiste proprio nel condurre la trattativa nell’interesse di entrambe le parti. È bene dunque diffidare di quelle agenzie che propongono “zero provvigioni” per il venditore in quanto, come vedremo più avanti in questo articolo, nascondono molte insidie e adottano una politica poco professionale. Quello che potrebbe sembrare inizialmente un vantaggio si trasforma solitamente in un pessimo servizio.

La consuetudine vede in media applicarsi i seguenti parametri come compenso provvigionale per le agenzie immobiliari:

  • Compravendita: percentuale del 5% o 6% sul prezzo di vendita, diviso tra acquirente e venditore. Per immobili di valore particolarmente elevato (settore luxury) spesso si prevede una percentuale più bassa. Per immobili al di sotto dei 100.000€ invece di solito la provvigione è in forma fissa (es: 5/6.000 € per ognuna delle parti)
  • Locazione: 1 mensilità o il 10% della locazione annuale da parte di locatore e conduttore.

Ogni agenzia però può adottare il piano provvigionale che preferisce, motivo per cui è difficile delineare un vero e proprio prezziario per quanto riguarda il compenso delle agenzie immobiliari.

L’errore sicuramente più banale che può fare un proprietario immobiliare è quello di affidarsi all’agenzia che propone la provvigione più bassa. Bisognerebbe affiancare a questo tutta una serie di altre considerazioni. Questo perché tutto ha un prezzo e, come in ogni settore, nessuno regala la propria professionalità.

“Se pensi che un professionista ti costi troppo è perché non hai idea di quanto ti costerà alla fine un incompetente!”

Diffidare dello “zero provvigioni”

In un articolo sulle provvigioni delle agenzie immobiliari merita di essere trattato con particolare attenzione il caso delle agenzie che propongono la formula “zero provvigioni” per il venditore. Queste possono sembrare allettanti a prima vista ma è importante esaminare attentamente questa pratica e capire i rischi che potrebbe avere per te, sia come venditore che come acquirente. 

1. Conflitto d’interesse

Quando un’agenzia immobiliare afferma di non prendere provvigione dal venditore, potrebbe essere tentata di proteggere gli interessi dell’acquirente per garantire la conclusione della transazione e ottenere una commissione da quella parte. Questo potrebbe portare a una mancanza di trasparenza o a una negoziazione poco equa per il venditore.

2. Qualità del servizio

Le agenzie che operano senza prendere provvigione dal venditore potrebbero non avere lo stesso incentivo a fornire un servizio di alta qualità come quelle che lo fanno. Potrebbero dedicare meno risorse alla promozione della tua proprietà o alla ricerca di acquirenti qualificati, compromettendo il risultato finale della vendita.

3. Rischi finanziari nascosti 

Alcune agenzie immobiliari che non prendono provvigione dal venditore potrebbero compensare questa perdita di entrate con tariffe nascoste o costi aggiuntivi per l’acquirente. Questo potrebbe portare a una situazione in cui il venditore riceve meno del previsto (es: prezzo di vendita più basso) o l’acquirente paga di più del dovuto e dunque è necessario compensare in qualche altro modo (es: tempistiche o condizioni sfavorevoli).

4. Mancanza di responsabilità

Senza un incentivo finanziario diretto dal venditore, un’agenzia potrebbe essere meno incline a prendersi la responsabilità per eventuali errori o problemi che possono sorgere durante il processo di vendita. Questo potrebbe lasciare il venditore senza un supporto adeguato nel caso di controversie legali o altri inconvenienti. Il fatto di ricevere un servizio “gratuito” pone il venditore quasi sotto ricatto in tal senso. L’offerta “zero provvigioni” rappresenta fondamentalmente una trappola volta ad acquisire l’incarico e, una volta ottenuto, il venditore sparisce come cliente per l’agenzia.

Prima di impegnarti con un’agenzia, assicurati di fare tutte le domande necessarie e di comprendere appieno i termini e le condizioni del loro servizio. Optare per un’agenzia che opera in modo trasparente e professionale può aiutarti a ottenere il miglior risultato possibile nella vendita della tua proprietà.

L’importanza dell’agenzia immobiliare

Abbiamo visto come la vendita di un immobile richieda lo svolgimento di molte attività e, considerando anche le innumerevoli insidie che questa comporta, è evidente l’importanza di affidarsi ad un’agenzia immobiliare. Ciò è confermato anche dai dati: il tempo medio di vendita tramite agenzia è 5,8 mesi con un prezzo 8,4% in media più alto di quello in pubblicità rispetto ai 12,2 mesi da privato con un prezzo di vendita del 10,2% in meno rispetto a quello in pubblicità (dati Sole 24ORE sull’ultimo anno). Semplificando vuol dire che chi si affida ad un’agenzia immobiliare vende il proprio immobile in minor tempo e ad un prezzo migliore. 

Oltre a questo c’è da considerare anche l’aspetto emotivo: affidarsi ad un’agenzia immobiliare vuol dire vendere il proprio immobile in serenità evitando stress e preoccupazioni. La compravendita immobiliare infatti nasconde tante insidie e commettere degli errori significa perdere danaro e dover affrontare problemi seri e di difficile soluzione. Farsi affiancare da dei validi professionisti significa vendere il proprio immobile in tranquillità con zero pensieri ed imprevisti.

In questo senso dunque la provvigione dell’agenzia immobiliare non va più vista come una tassa da pagare ma come il giusto compenso per un prezioso lavoro multidisciplinare di supporto e affiancamento. Dal momento in cui ci si rivolge ad un’agenzia professionale, la provvigione è ripagata da tutti i benefici che se ne traggono:

  1. Vendita più rapida
  2. Risparmio di tempo
  3. Risparmio di stress
  4. Risparmio di soldi
  5. Miglior prezzo di vendita
  6. Evitare errori

Certo, come in ogni settore, anche nell’immobiliare non tutte le agenzie o gli agenti sono uguali o sono in grado di fornire un servizio eccellente. Per questo è importante scegliere il professionista piuttosto che il brand famoso o l’agenzia sotto casa.

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Come valutare un immobile: guida completa

La dottrina della valutazione immobiliare: l’estimo

Quando abbiamo l’esigenza di valutare un immobile dobbiamo affidarci necessariamente alla dottrina dell’estimo. L’estimo è una dottrina interdisciplinare che, attraverso conoscenze attinte da diverse fonti (economia, diritto, urbanistica ecc.), insegna ad attribuire valore ai beni economici. La stima, il risultato della dottrina, è una previsione che tende ad attribuire il più probabile valore che il bene stimato può realizzare sul mercato in quel preciso momento, in quelle determinate condizioni economiche ed espresso per quel preciso motivo.  L’estimo, quindi, insegna ad attribuire un’equivalente in moneta a beni che mancano di precisi riferimenti di mercato a causa di caratteristiche individuali e quindi richiedono il giudizio di un esperto per esigenze pratiche. Il valore infatti nel caso dei beni economici non è una qualità intrinseca ma necessariamente un giudizio che matura nella nostra mente ed è una misura variabile con il variare del tempo e del luogo. In questo senso quindi per stabilire il valore di un immobile abbiamo bisogno di un metodo di stima e di un perito in possesso delle capacità e competenze per applicarlo.

Aspetti economici della valutazione immobiliare

Proprio perché, come detto, il valore di un bene economico non è una qualità intrinseca dello stesso ma è un parere attribuito da un esperto che effettua una stima che si traduce in un giudizio di valore monetario, questo è influenzato dallo scopo per cui la stima è richiesta; lo stesso bene quindi avrà contemporaneamente valori differenti a seconda dello scopo per cui si effettua la stima e quindi degli aspetti economici del bene presi in considerazione.

Un bene presenta differenti aspetti economici e a ciascuno corrisponde un diverso valore di stima da ricercare. La teoria estimativa ha individuato sei valori di stima che sintetizzano la casistica delle possibili valutazioni :

  1. valore di mercato
  2. valore di capitalizzazione dei redditi futuri
  3. valore di costo
  4. valore di trasformazione
  5. valore complementare
  6. valore di surrogazione

A seconda dello scopo pratico lo stesso bene può essere stimato da un punto di vista diverso e quindi si andrà ad identificare un valore diverso.

Se prendiamo in considerazione un immobile, se lo scopo è venderlo il perito che effettuerà la stima evidentemente andrà a identificare il suo valore di mercato; ma se invece lo scopo è trasformare quello stesso immobile si andrà a ricercare il suo valore di trasformazione come nel caso in cui si voglia locarlo il suo valore di capitalizzazione dei redditi futuri. Insomma l’immobile è sempre lo stesso ma a seconda dello scopo che ha il richiedente, la stima effettuata dal perito individuerà valori differenti.

Fasi del metodo di stima di un immobile

Il metodo di stima si basa innanzitutto sul confrontare il bene da stimare con altri beni ad esso analoghi o simili o uguali e di cui è possibile reperire alcuni dati economici (es. prezzi di compravendita, canoni di locazione ecc.). Ci sono vari fasi del metodo di stima che possiamo riassumere come di seguito :

1. in base allo scopo della stima si sceglie lo scopo economico da ricercare e quindi il valore fra i sei previsti

2. si analizza il bene da stimare e le sue caratteristiche tecniche, economiche e giuridiche. Per fare questo dobbiamo :

  • effettuare il sopralluogo
  • accertare consistenza e stato del bene
  • identificare le caratteristiche intrinseche ed estrinseche
  • raccogliere i documenti necessari alla stima

3. scegliamo il procedimento estimativo più adatto allo scopo (ne esistono vari fra sintetici ed analitici)

4. applichiamo il procedimento estimativo prescelto e calcoliamo il valore ordinario (valore medio provvisorio )

5. individuiamo le caratteristiche non ordinarie del bene che sono:

  • comodi e scomodi
  • aggiunte e detrazioni

6. correggiamo il valore ordinario del bene tenendo conto dei comodi e scomodi e dell’aggiunte e detrazioni ottenendo il valore finale (o definitivo di stima)

Le correzioni al valore ordinario

Come visto, ottenuto il valore ordinario del bene, nel nostro caso un immobile, bisogna correggerlo prendendo in considerazione le sue caratteristiche straordinarie, fuori dalla media ovvero : i comodi e gli scomodi, le aggiunte e le detrazioni.

I comodi e gli scomodi sono tutte quelle caratteristiche di tipo qualitativo che non si possono quantificare da un punto di vista monetario. Alcuni esempi di comodi in un immobile sono: posizione favorevole, la vista, la luminosità, l’esposizione, la tranquillità, il parcheggio. Gli scomodi sono ovviamente i caratteri opposti.

Per quanto riguarda le aggiunte e le detrazioni invece sono tutte quelle caratteristiche straordinarie che possono essere valutate in moneta. Alcuni esempi di aggiunte in un immobile sono: cantine, soffitte, giardini, terrazzi, posto auto, rifiniture di pregio, impianti moderni. Le detrazioni sono ovviamente i caratteri opposti.

Il valore ordinario del bene quindi subirà delle variazioni percentuali in base ai comodi, scomodi, aggiunte e detrazioni presenti. Tale valore così corretto (in positivo o in negativo a seconda dei casi ) sarà il valore finale del bene.

Valore di mercato

Fra i procedimenti di stima esistenti sicuramente quello più utilizzato per ottenere il valore di mercato di un immobile è la stima sintetica mono-parametrica. Per applicare tale procedimento dobbiamo innanzitutto individuare un gruppo di beni simili a quello che stiamo stimando situati nelle vicinanze e dei quali è possibile accertare i prezzi reali di compravendita e i parametri simili. Ovviamente i prezzi di compravendita che prenderemo in considerazione devono essere validi per il territorio in cui si trova l’immobile da stimare e devono essere quelli degli ultimi 3 massimo 6 mesi. Si misura poi il parametro del bene da stimare (solitamente la superficie) e s’imposta la proporzione :

Vx:px = SP:Sp

Dove:

  • Vx è il valore del bene da stimare (l’incognita)
  • px è il parametro del bene da stimare
  • SP è la somma dei prezzi del gruppo di beni simili
  • Sp è la somma dei parametri dei beni simili

Per trovare Vx avremo quindi :

Vx = SP  x  px /SP

Ovviamente il valore di Vx (che è il valore ordinario) dovrà essere “corretto” con comodi, scomodi, aggiunte e detrazioni per ottenere il valore di mercato.

Volendo fare un esempio pratico immaginiamo di voler stimare un immobile residenziale di 100 mq (commerciali). Dalle nostre ricerche abbiamo reperito le seguenti informazioni relative a compravendite di immobili simili in zona degli ultimi sei mesi:

  • Immobile da 100 mq venduto a 400.000 €
  • Immobile da 90 mq venduto a 380.000 €
  • Immobile da 105 mq venduto a  420.000  €

Avremo quindi :

Vx : 100 mq = 1.200.000 € : 295 mq

Da cui :

Vx = 1.200.000  €  x  100 mq /295 mq = 406.780 €

Il valore ordinario dell’immobile che sto stimando quindi sarà 406.780 € che, come detto più volte, dovrà essere corretto in percentuale rispetto alle sue caratteristiche straordinarie (comodi, scomodi, aggiunte, detrazioni)  per ottenere quindi il valore di mercato finale.

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Come scegliere la migliore agenzia immobiliare per le tue esigenze

Una scelta importante tra molte alternative

Qualunque sia il tuo obiettivo nell’immobiliare (vendere casa, investimenti, consulenza patrimoniale, ecc.), è importante evitare il “fai da te” ed è ancora più importante scegliere la giusta agenzia immobiliare a cui affidarti. La scelta non è semplice, perché sicuramente le alternative non mancano (ad oggi in Italia si contano circa 26.000 agenzie): proprio per questo, non è semplice scegliere il proprio referente di fiducia. Proprio per questo, di seguito cercheremo di darti dei validi consigli su come scegliere l’agenzia immobiliare giusta per te.

Agenzia immobiliare di zona: un falso mito

Ancora oggi, nonostante la presenza di internet e le innovazioni che ne conseguono, molte persone scelgono l’agenzia immobiliare a cui affidarsi per “prossimità”, per vicinanza, ovvero la famigerata agenzia “di zona”. Convinte infatti che l’essere presenti nel territorio di riferimento sia un vantaggio competitivo e una garanzia di successo, le persone, molto spesso, scelgono di rivolgersi all’agenzia “sotto casa” presumendo che quest’ultima sia, per questioni di posizione, migliore e più affidabile per gestire immobili nel quartiere. Niente di più falso. Il fatto che essere posizionati con il proprio ufficio in una zona equivalga ad acquisire in automatico competenze ed informazioni migliori degli altri è assolutamente un falso mito. Se questo poteva essere vero in un’era pre-internet, dove le informazioni erano di difficile reperimento e scarseggiavano le modalità di consultazione, oggi, con i vari strumenti a disposizione (Osservatorio del Mercato Immobiliare, dati dell’Agenzia delle Entrate, Borsino Immobiliare, registri immobiliari pubblici, ecc.) avere contezza di una zona e di come il mercato immobiliare si muova in essa è questione di capacità e competenze. Insomma, scegliere l’agenzia immobiliare solo perché vicina non è una grande strategia: risulta molto più importante approfondire sulla professionalità degli agenti, innanzitutto.

Agente immobiliare professionale e “camminatore”

I fattori che concorrono a costruire la professionalità di un’agenzia immobiliare sono tanti e sicuramente un primo buon indizio è capire se le persone con cui mi interfaccio sono o meno agenti immobiliari. La cosa, infatti, non è così scontata: sono ancora tantissime le agenzie che si avvalgono di operatori sprovvisti dell’abilitazione professionale (quello che comunemente è detto “patentino”) per attività di mediazione immobiliare. Al di là del fatto che tali soggetti sono abusivi e commettono un reato da Codice penale (art. 348 c.p. Esercizio abusivo di una professione Chiunque abusivamente esercita una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 10.000 a euro 50.000), da clienti dovresti porti una semplice domanda: ti affideresti a un dentista che non è laureato? Sapendolo, sicuramente no. E allora perché, per lo stesso principio, affidarsi a una persona che non è abilitata come agente immobiliare? Chiedere di vedere il patentino è un tuo diritto e non costa nulla. In caso di dubbi, poiché fra le altre cose un agente immobiliare in regola deve essere iscritto nell’apposita sezione Rea in Camera di Commercio, verificare l’iscrizione al Rea online è facile e gratuito.

Per lo stesso motivo, potresti richiedere all’agenzia immobiliare una visura camerale da cui poter controllare la regolarità e i dati della stessa. Avere la pazienza di verificare questi aspetti ti fornirà un importante indicatore di professionalità dell’agenzia e ti tutelerà anche come consumatore: agli agenti immobiliari abusivi, infatti, per legge non spetta il pagamento della provvigione.

Franchising sì o franchising no?

Un altro aspetto importante per scegliere l’agenzia immobiliare a cui affidarsi è considerare se questa fa parte di un franchising oppure no. Anche se all’apparenza tale aspetto può sembrare secondario o irrilevante è invece fondamentale, perché ha una serie importante di conseguenze. Premettendo che anche qui, come per il discorso fatto sulla “zona”, fare parte di un franchising magari anche “famoso” non è assolutamente garanzia di qualità, è molto importante approfondire tale aspetto per non rimanere delusi. Far parte di un grande gruppo in franchising, infatti, obbliga l’agenzia a rispettare tutta una serie di protocolli e procedure dettate “dall’alto” e a renderla meno flessibile e “umana”.

D’altronde è intrinseco nel modello del franchising il fatto di essere un veicolo di sviluppo industriale. In questo senso, quindi, se ti aspettati un approccio più personale e consulenziale, forse sei nel posto sbagliato. Con questo non vogliamo dire che le agenzie immobiliari in franchising siano un male, anzi, ci lavorano tanti bravi professionisti; semplicemente si tratta di decidere, a parità di prezzo, se acquistare in un negozio di abbigliamento della grande distribuzione oppure farti confezionare un vestito su misura da un bravo sarto in una boutique. Dipende da cosa ti aspetti e da che tipo di rapporto vuoi.

Se la tua intenzione è avere un punto di riferimento di fiducia dedicato a te con cui instaurare un rapporto nel tempo probabilmente sarà meglio scegliere un’agenzia immobiliare privata. In tali realtà, probabilmente, ti troverai a parlare con un solo agente immobiliare dedicato e non, come accade spesso nelle agenzie in franchising, a fare magari il primo appuntamento con una persona, il secondo con un’altra e a parlare al telefono con una segretaria che non sa chi sei (visto anche il turnover del personale delle agenzie in franchising). Se vuoi maggiore cura e maggiore attenzione,  probabilmente dovreste optare per un’agenzia non appartenente a nessun franchising.

Pubblicità aggressiva o marketing sostenibile?

Un ultimo aspetto importante da considerare prima di scegliere un’agenzia immobiliare è notare in che modo quest’ultima cerca i propri clienti. Osservare come un’agenzia si presenta al mercato e ai propri potenziali clienti può farci capire molte cose. Quante volte ti sei ritrovato la cassetta postale intasata di brochure, volantini, lettere di agenzie immobiliari? A parte il fastidio, la pratica è anche discutibile da un punto di vista legale oltre che di sostenibilità ambientale. E quante volte ci siamo ritrovati un giovane ragazzo in giacca e cravatta attaccato al citofono di casa per chiedere se ci fosse qualcuno intenzionato a vendere un appartamento nel palazzo? E – cosa ancora peggiore – quante telefonate abbiamo subito da agenzie immobiliari che non conoscevamo?

Ricordiamo che è divenuto operativo il Decreto del Presidente della Repubblica del 27 gennaio 2022, n. 26 – Regolamento recante disposizioni in materia di istituzione e funzionamento del registro pubblico dei contraenti che si oppongono all’utilizzo dei propri dati personali e del proprio numero telefonico per vendite o promozioni commerciali, ai sensi dell’articolo 1, comma 15, della legge 11 gennaio 2018, n. 5. Questo tipo di pratiche aggressive sono, oltre che in alcuni casi illegali, segnali di poca serietà. Affidarsi a chi mette in atto tali azioni potrebbe non essere una buona idea.

Scegliere un’agenzia immobiliare con consapevolezza

Le agenzie immobiliari serie e professionali esistono ed è importante imparare a riconoscerle. Alcuni strumenti per farlo li abbiamo descritti in questa guida; la cosa più importante è non avere fretta e scegliere in modo consapevole. Quando parliamo di immobili, parliamo solitamente di somme importanti di denaro e dell’operazione economica probabilmente più importante della nostra vita. I pericoli e gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo e purtroppo possono costare caro (anche da un punto di vista economico); per cui sarà meglio scegliere con pazienza e consapevolezza. 

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Vendita casa ereditata: dalle tasse al rogito, tutto quello che devi sapere

I passaggi per vendere la tua casa ereditata

Quando si eredita una casa in Italia e si decide di venderla, dobbiamo prestare grande attenzione a rispettare i vari passaggi previsti dalla legge per evitare di incappare in intoppi o problemi. Oltre ai classici adempimenti burocratici e fiscali previsti per una normale compravendita immobiliare, infatti, vendere una casa ereditata comporta la produzione di ulteriori atti previsti dalla normativa in materia. Volendo riassumere il processo corretto per vendere una casa ereditata, potremmo schematizzare come segue:

  1. Pagamento imposte e tasse
  2. Dichiarazione di successione
  3. Voltura catastale
  4. Accettazione dell’eredità
  5. Trascrizione dell’accettazione dell’eredità
  6. Rogito (che può essere anche contestuale alla trascrizione dell’accettazione dell’eredità)

Pagamento imposte e tasse

Prima di presentare la dichiarazione di successione all’ufficio competente, gli eredi sono tenuti al pagamento dei seguenti impegni:

  • imposta di bollo – nella misura di 58,48 €
  • tasse ipotecarie – 35 € da pagare per ogni Ufficio di competenza di zona
  • tributi speciali – 18,59 € da pagare per ogni Conservatoria
  • imposta ipotecaria
  • imposta catastale

Il pagamento può essere effettuato con addebito su conto corrente (Poste Italiane o uno degli istituti convenzionati con l’Agenzia dell’Entrate)

Imposta ipotecaria e catastale

Per quanto riguarda l’imposta ipotecaria e quella catastale sono calcolate sul valore di mercato dichiarato; la prima con aliquota al 2 % e la seconda con aliquota all’1%. In particolare, ai sensi dell’art. 34 del TUS, è bene ricordare che il valore dichiarato non può essere rettificato dall’Agenzia delle Entrate laddove è almeno pari al valore catastale dell’immobile. Inoltre, se uno degli eredi ha i requisiti per accedere alle agevolazioni prima casa, l’imposta ipotecaria e quella catastale hanno quota fissa pari a 200 € cadauna.

Dichiarazione di successione

Entro un anno dall’apertura della successione (ovvero la morte del de cuius), gli eredi sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione, se presenti nell’eredità immobili o diritti immobiliari, all’Agenzia delle Entrate. In tale dichiarazione gli eredi indicheranno la natura ed entità dell’eredità e sulla base di tali informazioni l’ufficio competente calcolerà la tassa di successione dovuta che sarà liquidata da quest’ultimo entro il terzo anno dalla dichiarazione di successione.

Tassa di successione

La tassa di successione elaborata dall’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente, in base alle dichiarazioni contenute nella dichiarazione di successione, sarà determinata anche dalle franchigie e percentuali relative al grado di parentela intercorrente fra il deceduto e l’erede. Le aliquote e le franchigie per l’imposta sulle successioni e donazioni sono stabilite dall’articolo 2, comma 48, del D.L. n. 262 del 2006. Nello specifico:

  • 4%, per i trasferimenti effettuati in favore del coniuge o di parenti in linea retta (ascendenti e discendenti) da applicare sul valore complessivo netto eccedente, per ciascun beneficiario, la quota di 1 milione di euro
  • 6%, per i trasferimenti in favore di fratelli o sorelle da applicare sul valore complessivo netto eccedente, per ciascun beneficiario, 100.000 euro
  • 6%, per i trasferimenti in favore di altri parenti fino al quarto grado, degli affini in linea collaterale fino al terzo grado, da applicare sul valore complessivo netto trasferito, senza applicazione di alcuna franchigia
  • 8%, per i trasferimenti in favore di tutti gli altri soggetti da applicare sul valore complessivo netto trasferito, senza applicazione di alcuna franchigia.

Voltura catastale

All’indomani della presentazione della dichiarazione di successione, gli eredi hanno 30 giorni di tempo per presentare la richiesta di voltura catastale all’ufficio provinciale dell’Agenzia delle Entrate competente. La dichiarazione può essere spedita per posta raccomandata o PEC. Nella domanda di voltura catastale vanno indicati gli estremi catastali che identificano l’immobile presenti negli atti e nella dichiarazione di successione. In questo senso, è buona pratica, prima di registrare la voltura e prima di presentare la dichiarazione di successione, effettuare una visura catastale per ottenere gli estremi corretti identificativi dell’immobile ereditato. Per presentare ogni domanda di voltura si versano 55,00 € a titolo di tributo speciale catastale, a cui si aggiungono 16,00 € di imposta di bollo ogni 4 pagine della domanda.

Accettazione dell’eredità

La persona che succede in qualità di erede non assume tale qualità automaticamente alla morte del de cuius, ma la acquisisce con l’accettazione (art. 459 c.c.), atto che ha effetto retroattivo, ossia è riconducibile al momento dell’apertura della successione (a norma dell’art. 456 c.c. la successione si apre al momento della morte e nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto). In tal senso, quindi, all’apertura della successione, ovvero quando muore il de cuius, sono chiamati all’eredità coloro ai quali potenzialmente può essere trasmesso il patrimonio complessivo del defunto, e questi potranno accettare o rinunciare all’eredità. Per quanto riguarda l’accettazione, quest’ultima può essere di due tipi:

  • accettazione espressa – quando in un atto pubblico o in una scrittura privata si ha la dichiarazione di accettazione
  • accettazione tacita – quando il chiamato all’eredità compie un atto con il quale manifesta la sua volontà di accettare in modo inequivocabile

Il diritto di accettazione dell’eredità si prescrive in dieci anni dal giorno di apertura della successione; non può essere sottoposto a condizioni o termini ma si trasmette per causa di morte.

Trascrizione dell’accettazione dell’eredità

La trascrizione dell’accettazione dell’eredità nei registri immobiliari è stabilita dalla legge. L’accettazione espressa viene eseguita dal notaio che riceve l’atto; l’accettazione tacita viene trascritta in base allo stesso atto di vendita dell’immobile. Questo adempimento è fondamentale, oltre che per ricostruire la storia dell’immobile compravenduto e la sua provenienza, anche per la tutela dell’acquirente. Infatti, legalmente, fino a quando l’accettazione dell’eredità non sarà trascritta nei pubblici registri immobiliari, qualsiasi trascrizione successiva (compresa quella dell’acquisto dell’immobile) sarà inefficace.

Rogito: è il momento di vendere la casa ereditata

Se si saranno rispettati tutti i passaggi precedenti, finalmente saremo pronti per ottenere il rogito notarile di compravendita della nostra casa ereditata. Ricordiamo ovviamente che, in caso di più eredi, per completare la compravendita ci dovrà essere totale accordo fra tutti.

Al di là della schematizzazione del processo di vendita di una casa ereditata, che comunque risulta utile a chiarire i vari passaggi, la cosa migliore da fare è sempre affidarsi a un’agenzia immobiliare. Seppure abbiamo descritto in modo esaustivo quello che comporta vendere un immobile ricevuto in eredità, infatti, non ci siamo soffermati sui tanti pericoli e problemi che possono insorgere (revoche o annullamenti del testamento, errori nella successione, imposte non pagate, il rischio dell’erede apparente ecc.) perché meriterebbero una guida a parte per mole e complessità.

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